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Scienza in scena: due nuovi appuntamenti per capire il presente attraverso la scienza

Dopo l’avvio del progetto a fine dicembre 2025, Scienza in scena prosegue con due nuovi appuntamenti in programma tra fine gennaio e febbraio 2026, dedicati a temi centrali per comprendere il mondo in cui viviamo: il cambiamento climatico e l’eredità scientifica di Charles Darwin.
Il progetto, ideato da Ecothema e realizzato grazie al contributo di Le Fondazioni Casali ETS, nasce con l’obiettivo di rendere la scienza accessibile, dialogica e profondamente legata all’esperienza quotidiana. Incontri, conferenze e visite guidate diventano così occasioni per fermarsi, ascoltare, fare domande e costruire consapevolezza condivisa.

Clima in bilico. Capire il cambiamento, agire sul futuro
📅 Venerdì 30 gennaio 2026
Il primo appuntamento del nuovo anno è dedicato a uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il clima.
La conferenza “Clima in bilico. Capire il cambiamento, agire sul futuro” accompagna il pubblico in un percorso tra cause ed effetti del cambiamento climatico, distinguendo i fenomeni naturali da quelli legati alle attività umane e mettendo in relazione i dati scientifici con esempi concreti osservabili anche nel nostro territorio.
A parlarne saranno Dario Gasparo, esperto in ecologia e biologia ambientale, e Marco Paparot, biologo, naturalista ed educatore ambientale. L’incontro alterna spiegazioni scientifiche e racconti di esperienze, con l’obiettivo di trasformare la conoscenza in uno strumento attivo: comprendere il cambiamento per immaginare risposte possibili, individuali e collettive.
Un’occasione per riflettere sul presente e interrogarsi sul futuro, partendo da una lettura scientifica accessibile e rigorosa.

Sulle tracce di Darwin: cosa resta della sua eredità
📅 Giovedì 12 febbraio 2026 – Darwin Day
Il secondo appuntamento coincide con il Darwin Day ed è dedicato a una figura che ha profondamente cambiato il modo in cui guardiamo al mondo vivente.
La conferenza “Sulle tracce di Darwin: cosa resta della sua eredità” propone un dialogo tra passato e presente per esplorare l’attualità della teoria dell’evoluzione. A guidare l’incontro sarà Marco Paparot, con la moderazione di Eugenio Melotti, giornalista scientifico e biologo.
L’evoluzione non è solo una teoria storica, ma una chiave di lettura ancora fondamentale per comprendere la biodiversità, i cambiamenti degli ecosistemi e molte delle sfide ambientali contemporanee. L’incontro accompagnerà i partecipanti a scoprire come l’eredità di Darwin continui a ispirare la ricerca scientifica e a modellare il nostro modo di interpretare la natura.
Un appuntamento pensato per chi ama la scienza, ma anche per chi desidera capire perché le idee di Darwin restano così centrali ancora oggi.

Scienza come spazio di dialogo
Entrambi gli incontri fanno parte di un percorso più ampio che, da dicembre 2025 a giugno 2026, trasforma la divulgazione scientifica in un’esperienza condivisa. Scienza in scena non propone risposte preconfezionate, ma crea spazi di dialogo in cui dati, storie e domande si intrecciano, aiutandoci a leggere il presente con maggiore consapevolezza
Gli eventi sono gratuiti con prenotazione consigliata.

Informazioni pratiche

Clima in bilico. Capire il cambiamento, agire sul futuro
📅 Venerdì 30 gennaio 2026 | ⏰ 17.30–18.30
📍 Sala Incontri, Via Donizetti 5/A – Trieste
👥 Con Dario Gasparo e Marco Paparot

Sulle tracce di Darwin: cosa resta della sua eredità
📅 Giovedì 12 febbraio 2026 (Darwin Day) | ⏰ 17.30–18.30
📍 Sala Incontri, Via Donizetti 5/A – Trieste
👤 Con Marco Paparot | 🎤 Modera Eugenio Melotti

📩 Info e prenotazioni: ecothema@gmail.com
📞 320 2753277

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Scienza in scena: quando la conoscenza diventa esperienza

Due appuntamenti a fine dicembre 2025 per iniziare un viaggio lungo sette mesi
Ci sono momenti in cui la scienza smette di essere qualcosa da studiare e diventa qualcosa da vivere. È da questa idea che nasce Scienza in scena, il nuovo progetto di divulgazione scientifica di Ecothema, pensato per adulti, famiglie e curiosi di ogni età che desiderano avvicinarsi alla conoscenza in modo coinvolgente, accessibile e condiviso.
Il progetto, realizzato grazie al contributo di Le Fondazioni Casali ETS, prenderà il via a fine dicembre 2025 e accompagnerà il pubblico fino all’estate 2026 con un ciclo di incontri, visite e narrazioni ospitate in diversi luoghi culturali di Trieste. Otto appuntamenti per raccontare la scienza non come un insieme di nozioni, ma come una storia fatta di osservazioni, scoperte, cambiamenti e domande aperte.

Perché Scienza in scena

La scienza è parte della nostra vita quotidiana, anche quando non ce ne accorgiamo. È nei fossili che raccontano la storia del pianeta, nell’acqua che scorre sotto i nostri piedi, negli organismi che abitano ambienti estremi, nelle rotte percorse dai naturalisti nel corso dei secoli. Scienza in scena nasce per rendere visibili queste connessioni e per riportare la scienza nei luoghi in cui prende forma: spazi culturali, musei, ambienti di divulgazione, ma anche contesti narrativi capaci di stimolare immaginazione e pensiero critico.
Ogni incontro unisce rigore scientifico e linguaggio narrativo, alternando spiegazioni, immagini, brevi letture e momenti di dialogo con il pubblico. L’obiettivo non è solo trasmettere conoscenze, ma creare un’esperienza che lasci domande, curiosità e nuovi sguardi sul mondo che abitiamo.

I primi due appuntamenti: fine dicembre 2025

Il viaggio di Scienza in scena comincia con due eventi ravvicinati, diversi tra loro ma uniti da un filo comune: raccontare il cambiamento, nella Terra e negli ecosistemi, attraverso il tempo e lo spazio.
Sabato 27 dicembre 2025 | Nel regno dell’oscurità – la vita segreta sottoterra | Speleovivarium “Erwin Pichl” di Trieste
Un’esperienza immersiva nel mondo sotterraneo, là dove la luce non arriva e la vita ha imparato ad adattarsi in modi sorprendenti. Tra cunicoli e ambienti ipogei, i partecipanti scopriranno la fauna sotterranea del Carso triestino, le sue strategie di sopravvivenza e il delicato equilibrio degli ecosistemi nascosti sotto i nostri piedi. Un viaggio che ribalta l’idea di oscurità come assenza, per raccontarla invece come spazio vitale, ricco di biodiversità e storie invisibili.
Questo evento si svolge con il contributo di Le Fondazioni Casali ETS e in collaborazione con lo Speleovivarium “Erwin Pichl”, la Società Adriatica di Speleologia APS e il Civico Museo di Storia Naturale di Trieste.

Domenica 28 dicembre 2025 | Cronache dalla Terra – il pianeta che cambia da miliardi di anni | Civico Museo di Storia Naturale di Trieste
Fossili, reperti e tracce del passato diventano le pagine di un grande racconto: quello della Terra e delle sue trasformazioni. Attraverso un linguaggio accessibile e divulgativo, questo incontro accompagna il pubblico in un viaggio nel tempo per comprendere come il cambiamento sia una costante della storia del pianeta. Un’occasione per guardare al presente con maggiore consapevolezza, sapendo che ogni trasformazione è parte di una storia molto più lunga di noi.
L’evento si svolge con il contributo di Le Fondazioni Casali ETS

Uno sguardo al percorso completo

I due appuntamenti di fine dicembre sono solo l’inizio. Scienza in scena proseguirà nei mesi successivi con incontri dedicati al cambiamento climatico, all’eredità di Darwin, ai grandi viaggi scientifici per mare, alla costruzione delle imbarcazioni del passato, al ciclo dell’acqua e alle meraviglie dell’evoluzione animale.
Un percorso che attraversa discipline diverse — dalla biologia alla geologia, dalla speleologia alla storia della scienza — e che valorizza il patrimonio scientifico e culturale del territorio, portando alla luce storie, reperti e connessioni spesso poco conosciute.

Una scienza che unisce

In un tempo in cui l’informazione scientifica è spesso frammentata o polarizzata, Scienza in scena propone un approccio diverso: lento, dialogico, partecipato. Una scienza che non divide, ma unisce; che non semplifica eccessivamente, ma accompagna; che non resta chiusa nei libri, ma prende vita nei luoghi e nelle relazioni.
Il sipario si alza a fine dicembre. La scienza è pronta ad andare in scena.

Per i dettagli sugli eventi cliccare qui

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“El Museo in Triestìn” – Una visita guidata tra natura, mare e storie di navigazione

Un incontro dedicato al mare, alla natura e ai racconti che hanno accompagnato la vita dei marinai di ieri e di oggi: domenica 21 dicembre 2025, dalle 10.30 alle 12.00, il Museo del Mare di Trieste ospita “El Museo in Triestìn”, una visita guidata in dialetto triestino condotta dalla guida Dorian Lorenzutti.
L’iniziativa è gratuita e si inserisce nel progetto FLORA – II edizione, promosso da Ecothema e finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con Decreto n. 55382 /GRFVG del 22 ottobre 2025.

Un museo che racconta il mare con le parole del territorio
La visita è pensata per grandi e piccoli e invita il pubblico a scoprire storie, leggende e curiosità legate al mare e alla Trieste di un tempo. L’uso del dialetto triestino rende l’esperienza più immediata e coinvolgente, creando un ponte tra il patrimonio museale e la memoria collettiva della città.
Tra oggetti antichi e navi di diverse epoche, i visitatori intraprenderanno un viaggio nella quotidianità dei marinai, quando la vita in mare dipendeva anche dalla conoscenza e dall’utilizzo delle piante che li accompagnavano durante la navigazione.

Piante, legni e natura: compagne indispensabili della navigazione
Il percorso guidato mette in luce il ruolo fondamentale della natura nella storia marittima: si parlerà della vite, del limone e del cavolo, indispensabili per l’alimentazione e la sopravvivenza a bordo, così come dei diversi tipi di legno utilizzati per costruire scafi, remi e alberature.
Non mancheranno riferimenti ad alberi preistorici, fondamentali per il funzionamento dei motori, e a una pianta che, secondo la tradizione, contribuì addirittura all’esito di una battaglia. Un intreccio di reperti e aneddoti che mostra come la natura sia sempre stata una presenza attiva e decisiva nella storia della navigazione.

Un intreccio tra scienza, tradizione e territorio
La visita guidata si inserisce nel progetto FLORA come occasione di divulgazione interdisciplinare, capace di unire botanica, Carso, macchia mediterranea, costruzione navale tradizionale e cultura del mare, offrendo uno sguardo accessibile e coinvolgente sul rapporto profondo tra natura e navigazione.

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F.L.O.R.A.: un viaggio condiviso tra natura, cultura e comunità

Ci sono progetti che, una volta conclusi, lasciano tracce che vanno ben oltre le attività realizzate. Non sono solo ricordi, ma semi, reali e virtuali, piantati in tanti luoghi, pronti a germogliare ancora. F.L.O.R.A. è stato esattamente questo: un percorso che ha unito scienza, arte, educazione e comunità, costruendo relazioni e conoscenze che continueranno nel tempo.
Con F.L.O.R.A.  – Fantasia nei Laboratori e negli Orti per il Rispetto dell’Ambiente (progetto sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia attraverso un contributo concesso con decreto n.38804/GRFVG del 12 agosto 2024) Ecothema ha scelto di andare oltre il tradizionale concetto di educazione ambientale. Non un semplice progetto scolastico, ma un vero laboratorio vivente, capace di mettere assieme biodiversità, creatività e partecipazione. Le scuole coinvolte – l’Istituto Deledda Fabiani di Trieste e l’Istituto Dante di Gorizia – hanno offerto spazi, energie ed entusiasmo: i giardini scolastici sono diventati aule a cielo aperto, luoghi dove imparare con i sensi, osservare, sperimentare – grazie anche a nuovi strumenti tecnologici- e immaginare il futuro.
Accanto agli studenti, una rete di partner ha contribuito ad arricchire il progetto: l’Associazione Culturale Oannes, l’Associazione Arte Contemporanea Franco Europea, esperti naturalisti, artisti, divulgatori e artigiani. Ognuno ha portato il proprio linguaggio, le proprie competenze e il proprio sguardo, creando un mosaico in cui scienza e arte, storia e futuro, natura e cultura hanno dialogato senza barriere.

Un approccio olistico e inclusivo

F.L.O.R.A. si è distinto per la sua capacità di unire mondi apparentemente lontani. I percorsi botanici, il corridoio ecologico di Muggia, la biblioteca dei semi: tutte azioni concrete di salvaguardia della biodiversità, ma anche strumenti per stimolare curiosità, consapevolezza e partecipazione.
La metodologia didattica applicata è stata pensata per coinvolgere i ragazzi in modo diretto e con un approccio multisensoriale: osservare, toccare, annusare, ascoltare. Imparare la natura vivendola. Alcune attività in lingua slovena hanno reso l’esperienza ancora più inclusiva e internazionale, un piccolo ma importante segno di apertura culturale e di dialogo.
Basilare è stata anche l’integrazione tra arte e scienza. I laboratori creativi hanno permesso di affrontare temi ambientali in modo originale, attraverso gesti artistici e artigianali che hanno reso tangibile il legame tra estetica e sostenibilità. Non meno importante, la scelta di unire attività pratiche e momenti educativi nella stessa giornata: un modo per rendere la didattica esperienziale e profondamente coinvolgente.

Una comunità attiva e curiosa

F.L.O.R.A. non è rimasto confinato tra le mura scolastiche: la cittadinanza ha partecipato a eventi aperti che hanno raccontato la natura da varie prospettive. Dal “Viaggio dei naturalisti intorno al mondo”, ospitato al Civico Museo del Mare di Trieste, al laboratorio “Ce la filiamo” presso il Piccolo Rifugio Domus Lucis di Trieste, ogni incontro è stato occasione di nuove conoscenze e condivisione. In particolare, quest’ ultimo appuntamento che ha visto la partecipazione anche di alcuni ospiti della struttura, ha mostrato come, tra lane e fusi, l’attività artigianale abbia la capacità di diventare linguaggio di comunità.
Il progetto lascia anche in eredità strumenti concreti: un erbario scientifico per gli studenti, una biblioteca dei semi per il futuro, e un corridoio ecologico che continuerà a ospitare e proteggere la vita selvatica. Semi reali e simbolici, che continueranno a crescere e a far crescere.

Una conclusione che è un nuovo inizio

Con la chiusura di F.L.O.R.A. si conclude un altro progetto al quale noi di Ecothema siamo particolarmente legati: un capitolo fatto di esperienze, collaborazioni e nuove visioni, che ci ha insegnato, ancora una volta, come la natura sappia unire persone, idee e generazioni diverse.
Ma questo non è un punto finale: è un punto e a capo. I progetti come F.L.O.R.A. non finiscono davvero, continuano nei ricordi, nelle pratiche quotidiane, nelle scelte di chi ha partecipato. E continuano anche per noi, che nella pausa estiva e di apparente silenzio sui nostri media, abbiamo lavorato con impegno a nuove proposte, che presto annunceremo.
Abbiamo scelto di prenderci alcune settimane di pausa nella comunicazione, non per fermarci, ma per preparare con cura i prossimi passi. Oggi torniamo online per salutare F.L.O.R.A. e per dirvi che siamo pronti a ripartire, con nuove idee, progetti e incontri che porteranno avanti la nostra visione: unire natura, educazione, cultura e comunità in esperienze che parlino al cuore e alla mente.
Ci ritroviamo a breve: il viaggio continua.

#IOSONOFRIULIVENEZIAGIULIA

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Ce la filiamo: un filo che unisce

Una giornata tra lana, gesti antichi e nuove connessioni

C’è qualcosa di profondamente rassicurante e potente nei gesti lenti e precisi dell’artigianato. Qualcosa che ci riporta a un tempo più semplice, dove le mani erano lo strumento principale per creare, trasformare, dare forma. È quello che abbiamo vissuto domenica 6 aprile al Piccolo Rifugio Domus Lucis di Trieste, durante il laboratorio “Ce la filiamo”, guidato dalla sapienza generosa di Ennia Visentin.
Un’intera giornata dedicata alla cardatura e filatura della lana, un sapere antico che affascina per la sua semplicità apparente e la complessità che si cela dietro ogni filo prodotto. Le partecipanti hanno avuto l’occasione di conoscere da vicino le fibre naturali, imparare a distinguere i diversi tipi di lana, capire le tecniche di lavorazione, e mettersi alla prova con cardatori e fusi.

Non è stato “solo” un laboratorio: è stato un tempo sospeso, dove ognuno ha potuto rallentare, ascoltare, concentrarsi, ma anche condividere. Le mani in movimento, gli occhi attenti, le chiacchiere tra una prova e l’altra: è così che, piano piano, si crea un tessuto umano, fatto di relazioni e di apprendimento reciproco. Un grazie speciale va al Piccolo Rifugio Domus Lucis e a Giovanni Zamolo, per aver accolto con calore questo appuntamento e con cui siamo felici di aver collaborato e parlato di progetti futuri. Il loro spazio – accogliente e intimo – si è rivelato il luogo ideale per un’attività, come quella di “Ce la filiamo”, che parla di cura, pazienza e condivisione. Grazie a Ennia Visentin, per la sua professionalità e la capacità di trasferire i suoi preziosi saperi, e a coloro che hanno partecipato con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco, riportando alla luce un’arte che rischia di perdersi, ma che può ancora parlare con forza al nostro presente.

Il laboratorio “Ce la filiamo” fa parte del progetto F.L.O.R.A. – Fantasia nei Laboratori e negli Orti per il Rispetto dell’Ambiente, sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Un progetto che crede nella forza dell’educazione ambientale creativa, sostenibile e solidale, e che coinvolge non solo giovani studenti ma anche tutta la comunità.
#IOSONOFRIULIVENEZIAGIULIA

📌 Seguiteci per scoprire i prossimi appuntamenti in collaborazione con Domus Lucis!
📷 Sotto, alcuni momenti del laboratorio


Allieve alle prese con gli strumenti per la cardatura | Ph. Credits Staff Ecothema
Imparando tipologie e provenienze delle lane | Ph. Credits Staff Ecothema
Alcuni fusi pronti per essere utilizzati | Ph. Credits Staff Ecothema
Un cardatore | Ph. Credits Staff Ecothema
L’artista Ennia Visentin alle prese con un fuso | Ph. Credits Staff Ecothema
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La scuola tra natura e digitale: insieme per far fiorire nuove competenze e sensibilità ambientale

A noi di Ecothema piace profondamente la sfida di stimolare e coltivare la passione per la natura e le discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) nelle giovani generazioni. Crediamo che educazione ambientale e scientifica non siano solo materie scolastiche, ma strumenti essenziali per formare cittadini consapevoli e preparati per costruire un futuro migliore per tutti.

Proprio per questo abbiamo deciso di coinvolgere l’Istituto Comprensivo della Torre di Gradisca d’Isonzo, in Friuli-Venezia Giulia, con il quale abbiamo realizzato già esperienze educative naturalistiche, per dare vita a La scuola tra natura e digitale. Questo progetto rappresenta una straordinaria opportunità per gli studenti delle scuole primarie e secondarie di avvicinarsi alla natura attraverso strumenti digitali avanzati e attività concrete sul campo.
L’obiettivo è quello di permettere ai giovani di scoprire la biodiversità e imparare come proteggerla, sviluppando al contempo importanti competenze scientifiche e tecnologiche.

Abbiamo un sogno: desideriamo fare di questa esperienza un modello esportabile in altre scuole. Però, per realizzare questo sogno, abbiamo bisogno del prezioso aiuto di più persone possibili e perciò vi chiediamo di supportarci.
A link qui sotto, trovate tutte le informazioni sul progetto, su come verranno investiti i fondi raccolti, sulle ricompense a fronte delle donazioni ricevute, sull’andamento della campagna e tanto altro ancora.
👉 https://www.ideaginger.it/progetti/la-scuola-tra-natura-e-digitale.html

A credere in questo progetto, attraverso l’iniziativa API, c’è anche la BCC Venezia Giulia che da sempre ha a cuore il territorio, ma tutti insieme possiamo aiutare ad accrescere le opportunità delle giovani generazioni! Il tuo sostegno, grande o piccolo che sia, è fondamentale per realizzare ‘La scuola tra natura e digitale’.

Sosteneteci ora e aiutateci a far fiorire nuove competenze grazie a questa meravigliosa avventura educativa!

Se avete domande o desiderate maggiori informazioni, contattateci via email: ecothema@gmail.com oppure via telefono al numero: +39 320 275 3277

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Ce la filiamo. Un laboratorio per riscoprire l’arte della lana

Ti affascina la morbidezza della lana e ti incuriosisce come si trasformi da vello a filato pronto per essere lavorato? Il 6 aprile 2025 a Trieste – presso il Piccolo Rifugio Domus Lucis in Scala dei Lauri, 2 – avrai l’opportunità di scoprirlo con Ce la Filiamo, un laboratorio immersivo dedicato alla cardatura e filatura della lana.

Un viaggio nella tradizione della lana

Per un’intera giornata, dalle 9:00 alle 18:30, con una breve pausa pranzo, sarà possibile immergersi nel mondo delle fibre naturali, imparando le tecniche tradizionali che per secoli hanno permesso di trasformare il vello degli animali in capi d’abbigliamento e tessuti pregiati.
L’incontro sarà guidato da Ennia Visentin, esperta di tecniche antiche di decorazione e lavorazione dei materiali naturali, che collabora da tempo con noi e che vi accompagnerà attraverso un percorso teorico e pratico alla scoperta della lana e delle sue innumerevoli potenzialità.

Cosa si imparerà?

Il laboratorio affronterà diversi aspetti legati alla lavorazione della lana:

  • le fibre tessili naturali con particolare attenzione alla lana e alle sue caratteristiche
  • le buone pratiche dal vello appena tosato ai sistemi di selezione e lavaggio
  • riconoscere i vari tipi di lana in fiocco sulla base dei diversi sistemi di lavaggio industriale o artigianale
  • la cardatura e la filatura della lana
  • i diversi sistemi di cardatura
  • la filatura manuale
  • le attrezzature: fusi, filatoi, aspi e arcolai.

Grazie alle dimostrazioni pratiche e alle esercitazioni guidate, sarà possibile mettere subito in pratica le conoscenze acquisite e portare a casa i primi campioni di filato!

Chi è Ennia Visentin

Ennia Visentin durante un momento di docenza all’Orto Botanico di Trieste | Ph. Staff Ecothema

La docente del laboratorio, Ennia Visentin, si occupa dal 1991 di tecniche antiche di decorazione e lavorazione dei materiali naturali. La sua esperienza spazia dalla pittura decorativa, con specializzazione nel Trompe l’oeil e negli affreschi su marmorino, fino alla ricerca sulle piante tintorie e sulla filiera della lana. Ha partecipato a numerosi progetti nazionali ed europei per la valorizzazione dei colori naturali e delle tecniche di tintura tradizionali.
Oltre alla docenza in centri di formazione e istituti internazionali, ha collaborato con trasmissioni radiofoniche e televisive, nonché con riviste specializzate. Il suo impegno è rivolto alla riscoperta e alla diffusione di antichi saperi, rendendoli accessibili a chiunque attraverso corsi e laboratori pratici.

Un momento di confronto e condivisione

Per rendere l’esperienza ancora più piacevole e arricchente, durante la pausa pranzo offriremo un rinfresco. Sarà un’opportunità per rilassarsi, condividere impressioni, scambiare idee e creare nuove connessioni con il gruppo partecipante. Tra un assaggio e l’altro, potrai approfondire le tematiche affrontate nel laboratorio, conoscere meglio il percorso di Ennia Visentin e lasciarti ispirare dalle esperienze di chi, come te, ha scelto di riscoprire l’arte della filatura.

Un’occasione speciale

Il laboratorio è aperto a un massimo di 15 partecipanti per garantire un’esperienza approfondita e personalizzata. Tutti i materiali e le attrezzature necessarie saranno messi a disposizione dalla docente; quindi, basterà portare con sé curiosità, voglia di sperimentare e un quaderno con penna o matita per prendere appunti.
Inoltre, si consiglia di indossare abiti comodi, preferibilmente pantaloni o gonne in tessuto non troppo leggero. Durante l’attività, il fuso deve poter rullare sulla gamba senza che il tessuto si impigli. In alternativa, è possibile indossare un grembiule.
Quindi, se hai sempre desiderato di avvicinarti al mondo della filatura o semplicemente vuoi riscoprire un sapere antico e affascinante, questa è l’occasione perfetta!
📅 Segna sul calendario:

🐑 Ce la filiamo. Laboratorio per imparare a cardare e filare la lana🧶

  • Domenica 6 aprile 2025 | dalle 9.00 alle 18.30 (pausa pranzo 12.00 – 13.00)
  • Piccolo Rifugio Domus Lucis | Scala dei Lauri, 2 – Trieste
  • Docente: Ennia Visentin
  • Costo attività: € 50,00
  • Numero massimo partecipanti: 15
  • Info e prenotazioni: Ecothema Soc. Coop. Soc. – ecothema@gmail.com | (+39) 320 2753277 oppure (+39) 339 4580197

Non perdere questa esperienza speciale: prenota il tuo posto e “Ce la filiamo” insieme 😉

Nota: Ce la filiamo – Laboratorio per imparare a cardare e filare la lana, si inserisce all’interno del progetto F.L.O.R.A. – Fantasia nei Laboratori e negli Orti per il Rispetto dell’Ambiente, avviato a ottobre 2024 con il contributo della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Questo progetto, oltre a promuovere un’educazione ambientale integrata per i giovani, prevede anche attività che coinvolgono l’intera comunità e che trattano temi legati ad un approccio all’ambiente che sia creativo, sostenibile e solidale.
#IOSONOFRIULIVENEZIAGIULIA

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Esplorazioni e scienza al Civico Museo del Mare di Trieste

Domenica 8 dicembre, presso il Civico Museo del Mare di Trieste, si è tenuto l’evento Viaggio dei naturalisti intorno al mondo, un’occasione per esplorare le straordinarie scoperte delle grandi spedizioni marittime che hanno segnato la storia della scienza e dell’umanità.
Marco Paparot, biologo e naturalista, ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso i secoli, con l’intento di evidenziare i legami tra navigazione, scoperte scientifiche e impatti culturali.

I Fenici e il cedro del Libano
L’evento si è aperto con un tributo ai Fenici, celebri navigatori del Mediterraneo, e al loro utilizzo del cedro del Libano, il cui legno, resistente e profumato, veniva impiegato nella costruzione delle imbarcazioni cruciali per le esplorazioni marittime e i commerci di quel tempo. Paparot ha chiarito la differenza botanica tra il cedro del Libano (Cedrus libani) e il cedro da frutto (Citrus medica). Infatti, il primo, originario del Medio Oriente, appartiene alla famiglia delle Conifere, è maestoso, sempreverde, ha foglie aghiformi, non è edibile perché produce pigne; il secondo, invece, originario dell’Asia meridionale, è un piccolo albero che fa parte degli agrumi, con frutti edibili e foglie ovali.

La navigazione degli Egizi
Successivamente, il focus si è spostato sull’antico Egitto, dove le imbarcazioni fluviali in papiro rappresentavano un mezzo essenziale per il commercio e il trasporto lungo il Nilo. Questi natanti leggeri, costruiti con materiali locali, hanno permesso agli Egizi di sviluppare una civiltà fiorente e una tradizione navale. Esistono ritrovamenti, come la Barca Solare di Cheope, risalente al 2500 a.C., lunga più di 40 metri e rinvenuta accanto alla Grande Piramide di Giza, che dimostrano anche l’utilizzo del legno di cedro per la costruzione delle imbarcazioni da parte di questa importante Civiltà.

Riproduzione nave fenicia esposta al Civico Museo del Mare di Trieste

Le esplorazioni delle Americhe
Un capitolo fondamentale della visita guidata ha riguardato le esplorazioni verso le Americhe, che hanno introdotto in Europa alimenti rivoluzionari come il pomodoro, la patata e il mais. Durante l’evento, si è discusso di come queste piante apparissero nelle loro varietà originali: il pomodoro era giallo, piccolo e acido, la patata irregolare e spesso tossica, mentre il mais aveva spighe molto più ridotte rispetto a quelle odierne. La loro trasformazione nel tempo ha rappresentato un cambiamento epocale per la dieta e l’economia europea.

Lo scorbuto e James Lind
Durante i lunghissimi periodi di viaggio che i navigatori dovevano affrontare, accadeva che molti di loro si indebolissero progressivamente, accusando sintomi come emorragie, irritabilità, perdita di peso, fino, in molti casi, a morire. Questa malattia, chiamata successivamente scorbuto – come ha spiegato Paparot – era causata da una forte carenza di vitamina C poiché, sulle navi, non c’erano a disposizione verdure e frutta fresche. Lo scorbuto venne studiato e combattuto grazie all’opera pionieristica di James Lind, medico scozzese della marina da guerra inglese vissuto nel ‘700, il quale dimostrò l’efficacia degli agrumi nella sua prevenzione. Tale scoperta ha rappresentato una svolta per la medicina e per la sicurezza dei viaggi marittimi.

James Cook e la mappatura del Pacifico
Durante la visita guidata, non poteva mancare un tributo a James Cook, le cui tre spedizioni nell’Oceano Pacifico hanno ampliato enormemente le conoscenze geografiche e scientifiche dell’epoca. Tra i suoi contributi principali, si ricordano la mappatura della Nuova Zelanda e dell’Australia e la scoperta delle Hawaii. Riguardo al contributo dal lato scientifico-naturalistico, si deve ai viaggi di Cook, l’introduzione in Occidente di numerose piante, tra cui l’eucalipto, le cui proprietà antisettiche, balsamiche e anticatarrali hanno visto e vedono tuttora il suo impiego in medicina.

Charles Darwin e la HMS Beagle
Un momento clou è stato dedicato al viaggio dell’HMS Beagle, durante il quale Charles Darwin, allora giovane naturalista presente sul brigantino, per una serie di circostanze, non come naturalista di bordo bensì come accompagnatore del comandante Fitzroy, raccolse le osservazioni che avrebbero portato alla formulazione della teoria dell’evoluzione per selezione naturale. I campioni e i dati raccolti durante questa spedizione hanno segnato, come tutti sappiamo, una pietra miliare nella storia della biologia.

Riproduzione del brigantino HMS Beagle esposta al Civico Museo del Mare di Trieste

John Kirk e le scoperte botaniche
Marco Paparot ha parlato ha dedicato anche un approfondimento al contributo di John Kirk, medico ed esploratore britannico, noto per le sue ricerche in Africa. Tra le sue scoperte più significative, spicca lo studio della pianta Strophanthus hispidus, il cui estratto, utilizzato per veleni da freccia, ha aperto la strada a successivi sviluppi in ambito cardiovascolare.

La Fregata Novara
L’evento si è concluso con il racconto dell’impresa della fregata Novara, la prima nave austriaca a compiere il giro del mondo (1857-1859). Questa spedizione, voluta dall’arciduca Ferdinando Massimiliano, ha contribuito a costruire le collezioni scientifiche della città di Trieste, arricchendo il patrimonio culturale e naturalistico dell’Impero Austro-Ungarico.

La bussola
Rispondendo alle domande e curiosità dei partecipanti, Paparot ha anche parlato di alcuni degli strumenti che nel corso del tempo hanno rivestito un ruolo cardine per il progresso nei viaggi e che sono legati alla botanica. Uno di questi è la bussola il cui termine italiano ‘bussola’ indicava una piccola scatola o contenitore. In origine, la bussola era costituita da un ago magnetico sospeso su un cardine, conservato all’interno di una scatola di legno di bosso, da cui probabilmente prende il nome, per proteggerlo dalle intemperie e dalle vibrazioni. La sua invenzione, attribuita alla Cina, ha trasformato le esplorazioni, rendendo possibili rotte più sicure e precise anche lontano dai riferimenti terrestri.

Per chi non ha potuto partecipare, ci auguriamo che questo articolo, non esaustivo, sia comunque riuscito a trasmettere almeno una parte del fascino e del valore di queste straordinarie esplorazioni, offrendo uno spunto per scoprire e riflettere sulle meraviglie del nostro passato scientifico che grazie al coraggio e all’impegno di chi ci ha preceduto, ha permesso di progredire in tutti i campi.

Nota: L’evento VIAGGIO DEI NATURALISTI INTORNO AL MONDO si inserisce all’interno del progetto F.L.O.R.A. – Fantasia nei Laboratori e negli Orti per il Rispetto dell’Ambiente – curato da Ecothema soc. coop. soc. – che, avviato a ottobre 2024 e finanziato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia (Avviso Divulgazione Scientifica approvato con DGR 1673/2023, per l’annualità 2024), prevede anche attività che promuovano la conoscenza e la consapevolezza ambientale nell’educazione dei giovani e nella comunità in generale.

Nella galleria alcuni momenti dell’evento. Tutte le immagini presenti in questo articolo sono a cura dello staff di Ecothema.

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Esplorando il verde urbano

Per domenica 6 ottobre 2024, in collaborazione con la IV Circoscrizione (Città Nuova – Barriera Nuova e San Vito – Città Vecchia) del Comune di Trieste, abbiamo organizzato una passeggiata naturalistica dedicata alla scoperta del verde urbano di Trieste.

👣 Partendo dal Giardino di via San Michele, le nostre guide, Marco Paparot e Francesca Soglian, vi accompagneranno fino a Piazza Hortis parlando della vegetazione che caratterizza e arricchisce questi luoghi, raccontando anche qualche curiosità.

🌱 Vi invitiamo quindi a partecipare a questa iniziativa che mira a valorizzare l’ambiente cittadino e sensibilizzare la comunità verso la conservazione del nostro patrimonio naturale e l’importanza della sostenibilità urbana:
📅 domenica 6 ottobre 2024
🕙 10:00 – 12:00
📍 Ritrovo: Via della Cattedrale, ore 9:45 (vedi mappa cliccando qui)
La partecipazione è gratuita!

Il verde urbano non è solo decorativo, ma una risorsa fondamentale per il benessere delle città e dei suoi abitanti.

ℹ️ Per info o domande, lascia un commento o contattaci:
📧 ecothema@gmail.com
☎️ 320 275 3277

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Workshop “Tecniche tintorie naturali e sicure” al Civico Orto Botanico di Trieste

Siamo felici di annunciare la ripresa delle attività con il workshop Tecniche tintorie naturali e sicure, un evento per tutti gli appassionati di sostenibilità e artigianato che si svolgerà nelle mattinate di sabato 31 agosto e di domenica 1° settembre presso il Civico Orto Botanico di Trieste.
Questo workshop offre un’opportunità unica di esplorare l’antica arte della tintura naturale, una pratica che affonda le sue radici nei tempi antichi e che è stata tramandata di generazione in generazione.

Un viaggio nei colori naturali con Ennia Visentin

Partecipando, avrete la possibilità di immergervi nel vasto mondo dei colori organici che per secoli hanno fornito sostanze coloranti per tingere tessuti. Il workshop vi guiderà attraverso i metodi di estrazione e utilizzo dei principi coloranti, con un focus particolare sulla tintura della lana e di altre fibre tessili animali e vegetali.
A condurre le due giornate, sarà Ennia Visentin, nota pittrice e decoratrice pordenonese, nonché docente di decorazione e Trompe l’oeil, e autrice del libro “Natura & Colore. Nuove Prospettive dell’Arte Tintoria”.

Un approccio sicuro e sostenibile

Una delle peculiarità del workshop è l’attenzione alla sicurezza e alla sostenibilità. Verranno esaminate sostanze e ricette completamente naturali e atossiche, garantendo una tintura non solo perfetta e solida, ma anche autenticamente green. Questo approccio rispecchia il nostro impegno nel promuovere pratiche rispettose dell’ambiente e della salute umana.
Il workshop sarà diviso in due giornate ricche di studio ed esercitazioni pratiche, permettendo ai partecipanti di mettere immediatamente in pratica le tecniche apprese.

Parte del progetto “Il Verde e la Scienza”

Logo del progetto Il Verde e la Scienza

Tecniche tintorie naturali e sicure si inserisce all’interno del progetto Il Verde e la Scienza, avviato a marzo 2024 e finanziato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Questo progetto mira a integrare la consapevolezza ambientale nell’educazione dei giovani, promuovendo concetti di crescita intelligente, sostenibile e solidale. Sebbene rivolto principalmente agli studenti, il progetto coinvolge l’intera comunità attraverso eventi che legano la cultura scientifica a quella umanistica.

Questo workshop non è solo un’opportunità per apprendere una nuova abilità, ma anche per diventare più consapevoli e responsabili verso l’ambiente. Partecipando, contribuirete alla diffusione di pratiche sostenibili e all’arricchimento culturale della nostra comunità.
Vi aspettiamo!





ISCRIZIONI E INFORMAZIONI
I posti sono limitati a 15 persone, quindi è consigliabile prenotare al più presto.
Per iscriversi al workshop e ottenere ulteriori informazioni, siete invitati a contattarci direttamente all’indirizzo e-mail: ecothema@gmail.com o al numero telefonico: +39 320 2753277

I DETTAGLI DEL WORKSHOP:
Date: sabato 31 agosto e domenica 1° settembre 2024
Orario: 9:00 – 13:00
Luogo: Civico Orto Botanico – via De Marchesetti, 2 Trieste
Per raggiungerci con l’autobus urbano: linee n. 25, 26, 26/ (festivo)
Numero massimo partecipanti: 15 | Costo: 40,00€ a persona
L’ingresso al Civico Orto Botanico è gratuito
Materiali e attrezzature (a uso personale a carico di ogni corsista):
• Quaderno per appunti, guanti protettivi, vestiti da lavoro.
• Forbici da giardinaggio (facoltativo). Vasetto di vetro con coperchio da circa mezzo litro.
• I campioni di lane tinte resteranno ai corsisti.

PROGRAMMA
Primo giorno:
• Preparazione della fibra tessile al processo tintorio
• Spiegazione sulle caratteristiche delle differenti fibre tessili
• I diversi tipi di lavaggio
• I diversi tipi di mordenzatura tossici ed atossici
• Esercitazione pratica di mordenzatura sicura ed atossica sulla lana in fiocco
Secondo giorno:
• Le piante coloranti e il processo tintorio
• Spiegazione sui principi coloranti presenti nei vegetali
• Dimostrazione di estrazione del colore
• Preparazione del bagno di colore e procedimento di tintura
• Esercitazione pratica sulla lana
Docente: Ennia Visentin

Ennia Visentin


Ennia Visentin è un’esperta di decorazione murale e tecniche tintorie naturali. Dal 1991, si dedica allo studio e all’applicazione di tecniche antiche come Trompe l’oeil, affreschi su marmorino e imitazioni di legni e marmi policromi. Specializzata anche in gnomonica, ha realizzato numerosi orologi solari nel Triveneto e ha collaborato con varie pubblicazioni.
Ennia ha esposto le sue opere in mostre internazionali e ha insegnato tecniche di decorazione pittorica presso importanti istituti in Italia. Negli ultimi anni, si è focalizzata sulle piante tintorie, sperimentando l’estrazione di coloranti naturali da materiali di scarto. Ha partecipato a programmi radiofonici e televisivi e collabora con l’Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane su progetti di filiera corta per la produzione di coloranti vegetali.
Nel 2019 ha pubblicato “Natura & Colore. Nuove Prospettive dell’Arte Tintoria”.